Marzo è il mese dei fiori, della primavera che entrerà nelle nostre case con i suoi colori, odori e nuovi sapori, tanto attesi dopo un lungo inverno. Ma prima di dare il benvenuto alla stagione più amata di sempre, è “doveroso” ricordare e festeggiare una data, tutta al femminile. Stiamo naturalmente riferendoci all’8 marzo, quindi alla festa della donna, in cui si celebrano le lotte delle donne del passato, in più campi (economico, sociale, politico).

La festa della donna non è solo un mazzo di mimose
La Giornata Internazionale della Donna, così come altre ricorrenze, si tinge di consumismo ed è facile associarla a cioccolatini, mimose, divertimento e serate in locali esclusivi, spogliandola così del suo reale significato. Chiaramente l’8 marzo non serve a sentirsi più donna degli altri giorni. Ma è importante celebrare e non dimenticare quelle persone le quali, lottando, sono riuscite ad ottenere tanti diritti, che spesso diamo per scontati. È ormai nota a tutti l’origine storica della festa della donna (nata ufficialmente negli Stati Uniti nel 1909). Meno note sono invece queste cinque curiosità:

  1.  Vi siete mai chiesti perché la mimosa è simbolo di questa festa? Non è solo una questione di convenienza economica. Nel 1946 l’Unione Donne Italiane cercava un fiore potesse celebrare la prima Festa della Donna del dopoguerra: la scelta cadde quasi obbligatoriamente sulla mimosa, in quanto una delle poche ad essere fiorita all’inizio di marzo.
  2. In Equador esiste un parco dedicato interamente alla donna: El Parque de las Mujers.
  3. In Honduras si suole festeggiare il 25 Gennaio.
  4. In Russia è considerata a tutti gli effetti festa nazionale (correva l’anno 1917 quando le donne di San Pietroburgo scesero in piazza per chiedere la fine della guerra).
  5. La vicenda che vide morire centinaia di donne nel famoso incendio della fabbrica di New York (1908), è falsa. Si tratta di una leggenda…

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