La Guardia costiera Usa ha interrotto alle Hawaii le ricerche di Alec ‘Ace Cool’ Cooke, 59 anni, leggendario surfer ‘cacciatore di onde giganti’.

L’uomo, 59 anni, è scomparso lo scorso 27 Ottobre nei pressi della Waimea Bay, dove si registravano onde fino a 10 metri.

Cooke è celebre per aver cavalcato nel 1985 un’onda alta fino a 8 metri: la sua impresa venne immortalata dal fotografo Warren Bolster, e l’immagine è una tra le più vendute cartoline delle Hawaii, “The Biggest Wave”.

Il big wave surfing è una disciplina del surf, dove surfisti esperti surfano onde di almeno 20 piedi (6,2m).

Le tavole che utilizzano si chiamo “guns” o “rhino chasers”. Fino a certe dimensioni le onde si possono prendere in paddeling (cioè remando) ma con le onde più grandi, a causa della loro velocità e potenza, vi è necessità di usare il sistema chiamato “tow-in”.

Il tow-in consiste nell’utilizzare una tavola munita di strap(come quelle del windsurf) e nel partire agganciati ad una barra, ancora ad un jet ski (come nel wakeboard per interdeci). Il surfista viene lasciato dalla moto d’acqua nel punto in cui normalmente remando a braccia avrebbe effettuato il take off.

Mentre i gun usati per prendere le onde grandi a braccia sono molto lunghi, le tavole per il tow-in hanno misure da shortboard e sono sottilissime e molto pesanti.

Il big wave surfing presenta non pochi pericoli, a partire dai wipeout. Un’onda di grandi dimensioni può spingere un surfista sott’acqua oltre 15 metri. Inoltre, appena finito l’effetto lavatrice dell’onda, il surfista deve velocemente capire da che parte nuotare per tornare in superficie in quanto in circa altri 20 secondi arriverà la prossima onda a colpirlo. Per di più la pressione alle profondità alle quali il surfista viene spinto possono causare la rottura dei timpani. Le forti correnti possono anche trascinare contro il fondale o contro le rocce. Sopravvivere ad un triplo wipeout o ad un impatto con le rocce è molto difficile.

E’ essenziale il leash: il leash ti salva la vita, perchè la tavola essendo più leggera torna in superficie velocemente e spesso viene usato per tornare in superficie. Nel tow-in invece è stato introdotto l’uso del giubbotto di salvataggio (usato poco nel paddeling in quanto ingombrante).

Ricordiamo che non poche persone hanno perso la vita facendo big wave surfing. E’ uno sport estremo che richiede una notevole preparazione fisica e psicologica. Ma anche chi è molto preparato ha perso la vita, citiamo: Mark Foo, morto surfando Mavericks nel 1994; Donnie Solomon, morto esattamente un anno dopo a Waimea; Todd Chesser, morto ad Alligator Rock, un outer reef della north shore di Oahu, nell 1997: e Peter Davi, morto a ghost Trees nel 2007.

Non dimentichiamoci che anche le onde meno grandi si può morire, forse anche più facilmente… Infatti, nell’infame reef di Pipeline perse la vita un altro big wave surfer, Malik Joyeaux, abituato alle più grandi onde di Teahupoo.

Gli spot piu’ conosciuti del big wave surfing:
Shipsterns Bluff, Tasmania, Australia, una delle onde più pericolose del mondo
Cowaramup Bombora, Gracetown, “Cow Bombie”, Western Australia, Australia
Cyclops, Western Australia, Australia
Waimea Bay, Hawaii
Mavericks, California
Ghost Trees, California
Nelscott Reef, Lincoln City, Oregon, USA
Teahupoo, Tahiti
Peahi Jaws, Hawaii
Hout Bay – Dungeons, Sud Africa
Belharra – Mammut, France
Todos Santos, Baja, Mexico
Cortes Bank, California, 100 miles off shore
Cribber,Newquay,Kernow,England

I big wave surfer piu’ noti:
Laird Hamilton
Eddie Aikau
Ken Bradshaw
Jeff Clark
Shane Dorian
Mark Foo
Greg Noll
Buzzy Trent
Ross Clarke-Jones
John McCarthy
Bob Pike
Grant Baker
Darrick Doerner
Dave Kalama

Ogni anno viene organizzato dalla Billabong un concorso, il Billabong XXL, nel quale vengono conferiti premi inerenti alle onde giganti.

Le nomination riguardano:
-XXL Biggest Wave Award l’onda più alta surfata (normalmente in tow-in)
-Ride of the year
la surfata più bella su onda grande
-Monster tube
il tuo più grande nel quale il surfer si è spinto
-Monster paddle
l’onda più alta surfata a braccia
-Women performance
l’onda più alta surfata da una donna

Inoltre il direttore del progetto è in perenne ricerca dell’onda da 100 piedi, ovvero un’onda di più di 30 metri.

 

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