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La scoperta di Kepler equivale all’avvistamento di un ombra nell’immenso universo da parte degli scienziati della Nasa. Non si conosce niente di questo pianeta, né la temperatura dell’atmosfera, né la presenza di acqua, né la presenza di altre forme di vita, ma una cosa è certa, esiste, ruota attorno al suo sole e nonostante abbia caratteristiche molto simili alla terra, Kepler la supera in grandezza. Gli scienziati hanno già dato il via ad ulteriori approfondimenti e modifiche della sonda, che per giungere nell’atmosfera kepleriana, dovrebbe impiegare 1400 anni luce. Impossibile, quindi, supporre che l’uomo un giorno possa calpestare il terreno di questo nuovo pianeta, ma i progetti di missioni interstellari sono in corso per poter presentare un nuovo mezzo, capace di studiare le caratteristiche principali che possano permetterci di capire se c’è vita su Kepler.

Nel frattempo, abbiamo ascoltato uno dei ricercatori della Nasa che ha chiarito molte cose riguardanti le “condizioni abitabili” del pianeta: “Un pianeta definito «simile alla Terra» deve per forza trovarsi nella cosiddetta «fascia di abitabilità», la zona attorno alla stella in cui orbita che non dev’essere né troppo irraggiata dal Sole, né troppo gelida. Condizioni insomma, per garantire lo sviluppo di forme di vita. Nel nostro sistema solare, i due pianeti della fascia di abitabilità sono la Terra e Marte.”. La distanza dal Sole, attorno al quale gira, lascia intendere che Kepler sia “riscaldato”, quindi non è utopistico pensare ad un eventuale forma di vita sul pianeta. Tutto ciò che sappiamo con certezza, per ora, è molto poco. Quanto tempo verrà impiegato per cominciare a guardare “i colori” di quell’ombra scoperta nell’universo, molto simile alla terra, a 1400 anni luce?

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