Dopo la crocifissione di Gesù Cristo, interpretato dall’intramontabile Ted Neeley, nel film gli attori si apprestano a ritornare nei propri panni e con malinconia e nostalgia camminano lentamente verso l’entrata del bus per poi salirsci. Passano gli interpreti di Caifa e Annah, l’altra gente, gli apostoli che prima di salire guardano con riflessione la croce situata all’orizzonte.

Poi salgono Simone, Pietro, Pilato ancora scioccato per non aver potuto salvare Gesù perchè minacciato di essere esiliato, come se l’attore per un attimo della sua vita lo fosse stato veramente. Infine Maria Maddalena, che quasi come se dicesse addio all’unico vero amore della sua vita, si volta anche lei per guardare la croce, salutare Gesù con lo sguardo e proseguire. L’ultimo a salire e a restare lì a fissare la croce con una profonda consapevolezza del disegno di Dio, sale sul bus e dalla porta d’entrata rimane aggrappato a guardare la croce, come se stesse rivedendo tutto il film nell’arco di cinque secondi.

Il bus si mette in moto e parte per ritornare a casa, poichè gli attori hanno terminato il loro lavoro, la loro missione. Ad un tratto, le telecamere riprendono la croce lontana all’orizzonte e dietro di essa il sole che tramonta, la croce è vuota e in basso sulla sinistra improvvisamente compare una figura che cammina in via orizzontale da sinistra verso destra. Sembra proprio Gesù risorto, mentre cammina lentamente si ferma a guardare la telecamere nel giro di due secondi e prosegue.

Mentre cammina, dietro di lui compaiono tante pecore che lo seguono fiduciosi nel suo cammino, e così il film termina col suono di una musica che sospira “Così fu.”. Ma attenzione perchè ciò che state per leggere ha veramente dell’incredibile. Norman Jewison (regista) con accanto Ted Neeley, si offrirono nei “contenuti speciali” del DVD di sedersi e raccontare ogni piccola parte del film dal primo minuto all’ultimo tutta la preparazione avvenuta dietro le quinte.

Il film inizia e prosegue con il loro racconto, con battute comiche e attimi di nostalgia soprattutto nei confronti del grande Carl Anderson (Giuda) scomparso già da qualche anno. Ma ascoltate qui, e fate attenzione. Arrivati alla scena del bus, Norman racconta:” Erano tutti molto stanchi, non tanto per le riprese che durarono pochi giorni, quanto per l’intensità con cui hanno vissuto la parte di storia di Gesù Cristo più importante della sua vita. Dissi a tutti semplicemente di continuare a parlare di ciò di cui stavano parlando, di continuare a fare ciò che stavano facendo lì seduti o alcuni in roulotte, chiamai tutti quanti e dissi loro di raggiungere quella parte innalzata per venire verso la telecamera e salire sul bus.

Quella fu una parte non recitata, ma qualcosa di veramente accaduto, la croce era situata dietro di noi, e c’era chi parlava ma chi era triste, chi pensieroso, chi guardava la croce come se volesse dirle qualcosa ed io mi impressionai come se davanti a me avessi avuto davvero la vera Maria Maddalena, o il vero Giuda e così via…

Continuammo e poi, il bus si fermò a fine ripresa. Noi avemmo giusto il tempo di riprendere la croce poichè stava per tramontare il sole e dovevamo fare presto. Gli attori si misero ad aspettare dietro di me e – voltandosi da Ted Neeley – racconta tu Ted. “, prosegue l’interprete di Gesù, – ” Io mi trovavo accanto a Norman ovviamente non dovevo far parte della scena in cui gli attori salivano sul bus.

Nell’ultima ripresa Norman voleva riprendere la croce con dietro il tramonto, ma capitò qualcosa di incredibile. Vedemmo tutti una figura, un apparizione che entrò nell’inquadratura e continuava a camminare lentamente. Restammo tutti scioccati, Carl e tutti quanti scoppiammo in lacrime per la gioia mentre Norman continuava a dire al cameraman di continuare a riprendere qualsiasi cosa fosse accaduta.

Era proprio lui, il vero Gesù. Si voltò un attimo come per dire che era contento del nostro lavoro, e proseguì il suo cammino. Comparve un gregge ed allora Norman decise con l’appoggio di tutti noi, dopo aver guardato e riguardato questa parte, di inserirla come finale. E’ sicuramente una parte della nostra vita che non dimenticheremo mai. “

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