Vi siete mai chiesti come sia possibile che donne meravigliose stiano con uomini brutti e viceversa?

Uno studio conferma ciò che il senso comune predica da tempo:ciò che noi pensiamo sia bello  è strettamente personale ed è il risultato di esperienze uniche per ciascun individuo. Nel giudicare l’attrattività di un volto, i geni non contano: anche due gemelli monozigoti possono trovarsi in disaccordo su ciò che piace.

Ovviamente vi sono delle regole comuni :  per esempio, tendiamo ad apprezzare maggiormente i volti più simmetrici. Su canoni come questo si basa il 50% del giudizio: l’altra metà dipende dal vissuto personale.

Certo studi precedenti si erano concentrati sull’individuazione delle “leggi universali” della bellezza. Un team di ricercatori del Massachusetts General Hospital, dell’Università di Harvard e del Wellesley College (Boston) ha voluto invece indagare che cosa ci sia all’origine dei giudizi discordanti sulla bellezza altrui.

Anche se studi precedenti dimostrano che quasi ogni tratto di personalità e abilità umana abbia in qualche modo a che fare con i geni  la preferenza estetica per un volto o l’altro dipende invece da fattori ambientali: in particolare da esperienze altamente individuali.

A costruire i nostri canoni estetici sono invece le interazioni sociali altamente specifiche come quelle con amici e partner, i volti apprezzati sui social media o in tv, il viso del primo fidanzato/a.

Quindi non deprimetevi perchè miss/mister Italia potrebbe trovarvi attraenti anche se pensate di non esserlo.

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