Di fronte ad un film struggente, seduti sul divano e circondati da patatine e pop corn ci si sente un po’ tutti Bridget Jones. Cosa che invece accade meno facilmente di fronte a commedie e a pellicole divertenti, più spensierate. Sembra quindi esserci un nesso tra malinconia e consumo di cibo in eccesso. Quanto scritto non è fantasia, ma esito di uno studio condotto dalla Cornell University, secondo cui i film tristi non sono veri e propri alleati della salute, in quanto fanno ingrassare.

Ad ogni film triste i suoi 125gr di pop corn
Lo sanno grandi e piccini che il desiderio di mangiare non è sempre dettato dalla fame, quanto piuttosto da uno stato emotivo e si sa anche che il cibo spazzatura è spesso il nostro “migliore amico” nei momenti di malinconia. La Cornell University Food and Brand Lab ha dimostrato che patatine, salatini e pop corn sono anche grandi amici dei film tristi (nonché film d’azione e avventura).

In particolare, il team di ricercatori ha effettuato un esperimento all’interno di reali sale cinematografiche in diversi Stati d’Oltreoceano, monitorando il consumo dei pop corn stessi. Risultato? Si è osservato che nel corso di un lungometraggio divertente (come Il mio grosso grasso matrimonio greco) si consumano mediamente 98gr di pop corn, contro i 125gr sgranocchiati in un film dove il “protagonista muore” (Solaris).

Tenersi fuori dalla portata di snack o dai film tristi?
A tal proposito, Brian Wansink ha confermato: “E’ vero, i film tristi portano a mangiare di più e questo comportamento si riferisce a differenti tipi di alimenti, compresi quelli sani”. Quindi se da un lato di fronte a pellicole struggenti si tende a mangiare tra il 28% e il 55% in più rispetto ad una commedia, dall’altro è anche vero che si può fare in modo che in questa percentuale non ci sia solo cibo spazzatura, ma anche qualcosa di salutare.

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