In un Grand Hotel del Mare di Bordighera blindatissimo, Maria De Filippi, Carlo Conti e i collaboratori tentano di rilassarsi fra una sessione e l’altra di prove cominciate una settimana fa. Avvicinarsi è impossibile, quasi quanto lo è per la signora arrivata fin qui da Padova per vedere «la sua Maria». Aveva cercato di prenotare una stanza ma il direttore è stato perentorio: «L’albergo è completamente esaurito». Gli addetti ai lavori le stanze le prenotano di anno in anno e chi cerca un bilocale con 3-4 posti letto ora deve essere pronto a spendere intorno a 600-700 euro per la settimana.

 

Con questo, metto in fila 34 Festival. Al mio «debutto» nel 1983 la sala stampa era nel cinema al piano sotterraneo dell’Ariston, per mandare gli articoli al giornale c’erano tre cabine telefoniche e in un ripostiglio sostava una fotocopiatrice tenuta d’occhio da una coppia di hostess. Altri tempi e altre preoccupazioni. Oggi, forse anche per la vicinanza con Nizza, al festival c’è un apparato di sicurezza mai visto. Oltre alle barriere new jersey abbellite da fiori che impediscono l’ingresso delle auto in corso Matteotti, si parla di una task force di militari addestrati per sparare in situazioni di grande confusione, con agenti armati di mitragliette con puntatore laser e un drone con telecamera a infrarossi collegato 24 ore su 24 con un ufficio di Polizia.

 

Da due anni la città dei fiori ci accoglie con la pioggia, ma i commessi del Teatro Ariston giurano che in settimana migliorerà. Lo speriamo noi, lo sperano i discografici e gli artisti, i turisti, i fiorai di Sanremo e lo spera il sindaco (di mestiere fioraio) che ci scherza su: «Festival bagnato, Festival fortunato». Lo vada a dire ai tanti ragazzi che ogni sera fanno la posta davanti ai ristoranti e ai bar di piazza Bresca. Legioni di teen-ager innamorati di Robbie Williams, Alvaro Soler, Michele Bravi o Tiziano Ferro, Mika o Keanu Reeves (ma la star americana rimarrà in città per un paio d’ore al massimo), Alessio Bernabei o Lodovica Comello, Raige o Sergio Sylvestre bivaccano per ore davanti a ristoranti come La Pignese, Vittorio, Da Nicò, Tre Scalini o bar come Al 21, Big Ben, Punto B.

 

Intanto, per gli addetti ai lavori, ieri e oggi alcuni sponsor e la stessa Rai hanno organizzato una serie di festicciole (chiamati pomposamente Galà). Sanremo può contare su una sola discoteca di buon livello, il Morgana, ma al porto, in questi giorni è arrivato uno yacht di quasi 30 metri, l’AB92, che ospiterà trasmissioni, tv, cocktail e iniziative e feste.

 

Ogni giorno al cast si aggiunge un nuovo nome o si ufficializza la firma di una star. Proprio ieri si è avuta la conferma di un ulteriore affare per l’agente Beppe Caschetto, che è quasi esclusivista del reparto ospiti. Oltre a Maurizio Crozza, Luca e Paolo e alla confermata Virginia Raffaele, anche Geppi Cucciari sarà della partita. C’è chi giura che Raffaele stia preparando l’imitazione del sindaco di Roma, Virginia Raggi. Grillo, che è di queste parti e conosce il mestiere, pare gradisca.

Il movimento ultra-conservatore delle Sentinelle in piedi annuncia «una «veglia» sabato per protestare «contro il festival dell’utero in affitto» e la massiccia presenza di artisti dichiaratamente gay. Conti risponde dicendo che il palco dell’Ariston è «per tutti» e ospita l’ostetrica dei record che ha assistito oltre 7.500 parti, e poi il sindaco di Amatrice, i giovani Reciclados de Cateura, testimonial Unicef, che suonano strumenti costruiti con materiali di scarto. Infine, oltre alla celebrazione sul palco dei 50 anni dalla morte di Tenco, si ricorderanno anche i 30 dalla scomparsa di Claudio Villa: nell’ex carcere cittadino concerti e manifestazioni in suo onore.

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