Tagli alle forze armate: scontro tra Governo del Tesoro e Difesa. il tesoro ha proposto il taglio del 3 per cento del bilancio delle forze armate,circa 478 milioni.  Una notizia che dovrebbe essere riservata ma già di pubblico dominio in parlamento e negli ambienti militari.

Una parte del taglio  andrebbe a incidere sull’Arma dei carabinieri, in particolare sul parco auto. Ma la fetta più significativa taglierebbe  i finanziamenti per l’ammodernamento dei sistemi d’arma. Cosa che ha fatto infuriare i generali data la situazione libica e L’is alle porte (come hanno affermato loro), sembra assurdo secondo gli stessi che si decida di tagliare proprio sull’arma.

Contro l’ipotesi del Tesoro di tagliare risorse agli armamenti si schiera il sottosegretario alla Difesa, Domenico Rossi,Generale di corpo d’armata, è stato Sottocapo di Stato maggiore della Difesa, e presidente del Cocer interforze. È lui, al governo, il terminale della protesta del mondo delle divise in subbuglio.

Il ministro non ci sta al taglio del 3%: “Esprimo la mia profonda preoccupazione per la prossima legge di Stabilità,perché non vi sono più margini di riduzione delle risorse disponibili senza rischiare di incidere direttamente sull’efficienza delle forze armate, specie in un momento di massima esigenza di sicurezza…Le riduzioni, infatti andrebbero ormai ad incidere in modo non assorbibile proprio sull’addestramento del personale, sul mantenimento e ammodernamento dei mezzi, sulla sicurezza e protezione dei militari, sulle loro condizioni di vita”.

 

Lascia un commento: