Galeotto fu Galilei, l’aeroporto però. Quello di Pisa. Chiara, 24 anni, ha un principe
azzurro di cui sa poco o nulla. Gli ha dato un nome, Alessandro, giurerebbe che abbia gli occhi verdi, l’ha incrociato in uno sguardo lungo abbastanza da decidere di partire insieme, all’area imbarchi dell’aeroporto di Pisa. Ma poi l’ha perso di vista e ognuno ha preso il suo aereo.

E Chiara, ancora scossa da quel colpo di fulmine ai controlli di sicurezza, si è rivolta al sindaco di Alghero, Mario Bruno, con una lettera. Ed è stato lo stesso sindaco a svelare la storia con un post su Facebook, in cui si definisce Cupido. “Era il 23 dicembre – scrive Chiara al sindaco – sono una ragazza a lei sconosciuta, e le scrivo perché quest’anno il mio Babbo Natale, in ritardo, potrebbe essere proprio lei, probabilmente ho incontrato l’amore della mia vita e se lei si sta chiedendo cosa c’entra, sappia che potrebbe essere il mio personaggio chiave in tutta questa storia”.

Chiara e Alessandro si sono incontrati per caso. “Divisi da una striscia separatrice, in fila per entrare ai gate”, racconta. “Sono una donna del 2017 e so come la pensano i ragazzi, non devi dargli troppe certezze, altrimenti scappano o iniziano a dare la colpa dei loro scompensi emotivi all’ansia da relazione”, è la riflessione che Chiara fa nella lettera aperta al sindaco. “Ho evitato di raggiungerlo dicendogli che sarebbe stato perfetto partire insieme il prossimo anno per mete sconosciute a bordo di un fuoristrada – racconta – spavalda ho superato i controlli per dirigermi, rassegnata e sola, al bar”.

Ma proprio lì, “mi giro e rivedo Alessandro, che butta uno sguardo verso di me e va via”. In un mondo senza tecnologia, dice Chiara, “trovarlo sarebbe impossibile, e non so nulla di lui, ma sono speranzosa, devo trovarlo”. Da qui l’appello al sindaco. “In nome dell’amore, delle sviste, delle cotte di tutti i teenager del mondo, in nome di quel romanticismo che ci piace tanto, le chiedo aiuto”, scrive. “Chiedo una cosuccia da poco, un annuncio in pubblica piazza,

un corteo, stampe sui giornali locali, locandine sui muri, una ricompensa in gettoni d’oro per chi dovesse riconoscerlo, un avviso sulla bacheca di Facebook, lei dica che una ragazza sta cercando un tizio con tutti quegli indizi che ormai io e lei condividiamo, di certo si riconoscerà”

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