Il valore della vita. Biaggi: “Io, immobile a letto. Ho capito che il rischio non vale più”

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“Ciao, sono Max, come va?” risuona la voce all’altro capo del telefono. Un po’ fiacca, affaticata, più lenta del solito. Ma anche così è sempre la sua. Sono tre giorni che Max Biaggi ha lasciato l’ospedale San Camillo di Roma, dove era ricoverato dal 9 giugno per il grave incidente in motard avvenuto sulla pista di Latina. Diciotto giorni in rianimazione, 12 costole e clavicola destra fratturata, due operazioni, ore infinite a fissare il vuoto e a pensare. Dopo la grande paura, lunedì, il regalo per il 46° compleanno, l’uscita dalla rianimazione, poi, 24 ore dopo, il trasferimento alla clinica privata Pio XI per la riabilitazione. “La maggior parte del tempo la passo sdraiato, ogni tanto mi alzo… Ecco, la parte terribile è stata questa, bloccato in un letto in rianimazione, non puoi muoverti, piegarti, al massimo alzare appena lo schienale. Per 17 giorni non mi sono mosso, i primi non potevo neppure parlare, soffiavo, per comunicare scrivevo sul telefonino”.
 
Diciassette giorni infiniti……

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