bimbi da utero trapiantato

A Monaco, durante il trentesimo congresso annuale della società europea di riproduzione umana ed embriologia, tenutosi in questi giorni,  Mats Brännström dell’ospedale universitario Sahlgrenska di Goteboorg, in Svezia, presenta ai ricercatori di tutto il mondo il traguardo che ha raggiunto insieme al suo team: la possibilità per le donne di dare alla luce bimbi da utero trapiantato.

foto embrione

I bimbi da utero trapiantato potrebbero arrivare per qualsiasi donna in età fertile

Una nuova frontiera per numerose donne, circa 1 su 500 nel mondo, con infertilità uterina assoluta. Le svedesi trapiantate sono quasi tutte pazienti nate senza utero affette dalla sindrome di MRKH, ma l’ipotesi del trapianto può riguardare anche le donne in età fertile sottoposte a isterectomia per motivi quali cancro, emergenze in corso di parto etc, o quelle che hanno un utero mal funzionante.

Anche se precedentemente si era già parlato di trapianto di utero in Turchia e in Arabia Saudita, agli svedesi rimane sempre il primato, poiché precedentemente non era stata fatta alcuna ricerca specifica e neanche una sperimentazione su modelli animali.

Secondo Brännström , tra la fine del 2014 e l’inizio del 2015 potebbero esserci le nascite dei primi bimbi da utero trapiantato. Il condizionale è usato a scopo del tutto precauzionale poichè si tratta di interventi complicati durati da 10 a 13 ore sia per le riceventi che per le donatrici; quest’ultime scelte tra madre o sorella, con precedenti gravidanze normali, delle pazienti riceventi.

9 le donne sottoposte al trapianto, di età compresa tra i 27 e i 38 anni, non fumatrici e in salute; mestruazioni regolari in sette casi dal secondo mese dall’impianto, due uteri rimossi per complicanze, uno per una trombosi bilaterale a tre giorni dall’intervento, l’altro, dopo tre mesi e mezzo per una infezione resistente agli antibiotici. Ad alcune delle sette donne sono stati poi trasferiti gli embrioni e le gravidanze sono ancora in corso. “Siamo in attesa febbrile della nascita di un bimbo sano –  ha concluso Brännström – se avremo successo continueremo con altri studi, in caso contrario torneremo ai modelli animali”.

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