Già dalle 7.00 le persone riempiono la piazza con rabbia e tristezza. Un giovane di 17 anni non può che essere una “vittima innocente” come ribadiscono i genitori e l’intero quartiere.La presidente della municipalità,Giuliana Di Sarno, afferma che l’altra ha vinto lo stato,oggi la camorra.

All’arrivo della bara bianca del giovani Genny l’intero quartiere applaude con forza,determinazione. La cerimonia per il volere della famiglia è pubblica e la Questura di Napoli ha accettato questa richiesta; quasi tutti i ragazzi presenti alla cerimonia indossano una maglia bianca con la foto del giovane Gennaro.

Il padre del giovane parla con rabbia e esorta il quartiere a “ribellarsi“; in chiesa il prete grida  contro i clan e la violenza esercitata. Afferma poi “Sono stati per noi giorni drammatici” ,  “la rabbia di questi ragazzi, l’urlo di questi ragazzi. Dobbiamo aiutarli. perchè un giovane di 17 anni è stato ucciso. Non è possibile. Quanto sangue versato nelle nostre strade in una città dove c’è violenza.  Sono le nostre anime che grondano sangue. Questa è una città spaccata in due una città che non è capace di riconciliarsi, non è questa la città che vogliamo. Vogliamo una città dove non ci siano più oppressione, morte, violenza. Questo è un  grido di dolore missionario. Nessuno verrà a salvarci.  Dobbiamo dire basta a questo spaccio, a questa camorra, possiamo farcela. In mezzo a noi stanno nascendo anche tante cose belle. Dobbiamo darci da fare perché possiamo vedere un’altra Napoli. Gesù diceva: se non vi convertite se non cambiamo strada periremo tutti. Genny vive. Dio vuole che viviamo. Popolo della Sanità alziamo testa. Tutti devono darci una mano, ma anche noi diamoci una mano: solo facendo rete vita vincerà”. 310x0_1441741072037_14299227_medium

 

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