In Giappone il gruppo Uniqlo, che produce e vende abbigliamento, ha deciso di far sperimentare una nuova forma di lavoro ai propri dipendenti: 40 ore concentrate in 4 giorni la settimana, lasciando al dipendente la possibiltà di un margine di manovra per suddividerle come meglio crede.

Il patron della compagnia: Tadashi Yanai, afferma che la società gradisce che i propri impiegati abbiano più tempo libero, e conferma che la retribuzione non verrà toccata, anche se nella cultura giapponese di norma il lavoratore non chiede che gli siano riconosciuti gli straordinari.

Per la compagnia non caricare di più ore di lavoro il dipendente è fondamentale, anche perchè in Giappone è ancora abbastanza diffuso il Karoshi, una parola intraducibile nelle altre lingue che si riferisce al decesso procurato da tutte quelle malattie riconducibili allo stress, come ictus e infarti.

Non è dello stesso parere un’altra compagnia nipponica, la Toyota, che ha appena chiesto ai propri dipendenti di aumentare le proprie ore di lavoro per sopperire alle numerose richieste della nuova auto ibrida che la casa ha messo in commerci quest’anno.

Invece, in Europa, già da qualche anno in Volkswagen, è stata introdotta una strana regola per salvaguardare il tempo libero dei dipendenti ed evitare che si sentano al lavoro anche dopo il normale orario d’ufficio: dopo le 18 i dispositivi mobili dei dipendenti non scaricano ne inviano posta dai server aziendali, in modo di poter staccare e riprendere il giorno successivo più freschi e motivati.

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