Quante volte guardando un quadro abbiamo pensato a dialoghi immaginari tra i personaggi ritratti? Volti serissimi o dalle espressioni discutibili, dipinti con maestria nel corso dei secoli, ma che – ahinoi – hanno un difetto: quello di non poter parlare. Nell’epoca di Facebook pensavate forse che i quadri rimanessero relegati alle pareti, dentro polverose cornici? Per ovviare all’assenza di sonoro è arrivata la pagina Se i quadri potessero parlare, che associa ai grandi capolavori dei veri e propri sottotitoli. Il risultato è a dir poco esilarante e spesso dissacrante: è così che un quadro datato 1862 circa di Gerolamo Induno viene catapultato ai giorni della comunicazione online, o che Napoleone sul trono imperiale di Ingres viene “declassato” al ruolo di Maria De Filippi.

Se i quadri potessero parlare ha conquistato nel giro di pochissimo tempo un elevato numero di fan, continuando ad accumulare i “mi piace” degli utenti di Facebook, che condividono le creazioni della pagina in migliaia. Tra una frase in dialetto ed una battuta a doppio senso i quadri hanno preso vita.

Se i quadri potessero parlare… cosa direbbero?

 Niente di meglio che qualche esempio per capire come funziona questa pagina.

Diana al bagno di François Boucher, dipinto del 1742 conservato al Musée du Louvre di Parigi, dismette i panni di classica rappresentazione per trattare problematiche molto più comuni.

immagine di un quadro con didascalia

Neanche Leonardo Da Vinci ne esce immune.

 immagine di un quadro con didascalia

Ecco che arriva anche una spiegazione per L’urlo di Munch: sta per spegnersi lo smartphone.

immagine di un quadro con didascalia

Anche Venere era afflitta da comunissimi problemi, a quanto pare (il dipinto originale è di Alexandre Cabanel).

immagine di un quadro con didascalia

A chiudere questa piccolissima galleria, La camera di Balthus, reinterpretato a uso e consumo degli utenti (e qui non ridere è praticamente impossibile).

immagine di un quadro con didascalia

Trovate Se i quadri potessero parlare a questo link, su Facebook.

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