insalata in busta fa male

A proposito delle insalate in busta, quelle già pronte all’uso. C’è da dire che effettivamente sono comode. Basta acquistarle al supermercato, andare a casa e riversarle dentro una insalatiera. Il gioco è fatto. Si, ma vi siete mai chiesti cosa mangiamo in realtà? Batteri, escrementi e agenti chimici, poi di tanto in tanto, una foglia di lattuga.

Qualche anno fa, anche il noto programma de Le Iene aveva condotto un’indagine sulla genuinità dell’ insalata in busta, il video ,fece non poco scalpore ed in sostanza mostrava, grazie ad una analisi delle foglie in laboratorio, come una busta di insalata pronta all’uso contenesse molti più batteri di uno slip indossato per tutto l’arco di una giornata.

Un nuovo studio condotto questa volta dall’Istituto Zooprofilattico Sperimentale di Liguria, Piemonte e Valle d’Aosta, parla di percentuali.

 Insalata in busta: parlano i numeri

Su un campione di 350 buste di insalata almeno 15 risultano immangiabili perché contenenti foglie ammuffite o sporche di terra e ancora altri agenti, naturali e chimici. Il dato più allarmante evidenzia casi di foglie con presenza di salmonella.

Le marche che sembrano avere la meglio sono quelle della Bonduelle e della Dimmidisi che rispondono negativamente ai test condotti, mentre ad avere la peggio sono le insalate in busta dell’Eurospin e ancora della Foglia Verde che presentano batteri e tal volte escrementi.

Un altro esame condotto dall’ Università di Torino mostra come, analizzate le foglie appena confezionate, queste restituissero il 40% di batteri per grammo. Le analisi sulle foglie prossime alla scadenza, evidenziano invece ben l’87% di deperibilità.

Il consiglio è quello di acquistare prodotti a chilometro zero oppure di acquistare le verdure direttamente in ortofrutta. Diversamente se si ama (per una questione di praticità) mangiare le insalate in busta è sempre buona prassi lavarle più volte, con Amuchina oppure con lo stesso Bicarbonato. Nonostante sulle confezioni venga riportata la dicitura “lavata e pronta all’uso” eccedere con l’igiene, in questi casi, non fa affatto male.

3 Commenti

  1. io ne compro poco perchè ho le verdure del mio orto – però a me questo discorso sembra proprio

    esagerato – le verdure basta lasciarle a bagno per 5 minuti con acqua ed aggiunto di un

    cucchiaino di bicarbonato di sodio (si compra nel supermercato – 500 gr costa 1 € circa) – è un

    metodo sicuro anche per le verdure del nostro orto che non sono indenni da sporcizie da fumi

    industriali e polveri di tutti i generi trasportati dai venti anche da luoghi lontani …—-..—-…… –

  2. Il consiglio è quello di lavare tali verdure un pò di volte sotto l’acqua corrente; non è necessario l’utilizzo di disinfettanti né tanto meno di bicarbonato (quest’ultimo non è un disinfettante, serve a facilitare l’allontanamento del terriccio dalle verdure e, quindi, nel caso delle verdure in busta, è inutile); teoricamente le verdure della IV gamma (così si chiamano le verdure lavate, tagliate e imbustate) dovrebbero essere abbastanza sicure ma va ricordato che la sicurezza igienico -sanitaria dipende soprattutto dal mantenimento della catena del freddo e se questa si interrompe i microrganismi, presenti comunque, anche se in concentrazioni non pericolose,cominciano a proliferare , potendo raggiungere, teoricamente, concentrazioni rischiose per la salute.

  3. Oramai tutto o quasi tutto fa male, biologico incluso, il peggiore nel mercato. Allora acquistare a km zero dite che è una delle possibili soluzioni? Bene, vicino dove abito c’è un un immenso campo di insalata e verdure varie, ma a pochissimi metri più in la c’è una montagna enorme che non è altro che una discarica a cielo aperto, coperta con un grande telo verde. Ecco questo è un prodotto a km zero, arriva nei vari mercati rionali e tutti contenti di mangiare un prodotto genuino……ahhahahah si, si, ecco la verità, non c’è più sicurezza su nulla!

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